Corso di
Kung Fu presso sede di
Gruppo Indaco Apprendimento Multisensoriale -
Velletri -Castelli Romani.
Il
KUNG FU, l’arte marziale tradizionale dell’Antica Cina, così come è nata migliaia di anni fa, ancora oggi è considerata una Via e un metodo per imparare a combattere e per vivere bene.
Il KUNG FU è antichissimo: le prime fonti risalgono al 2700 a.C., quando il leggendario Imperatore Giallo,
HUANG DI, propose le prime forme di combattimento a mani nude e con le armi paragonabili ad una danza rituale tra un demone e un eroe della mitologia.
In seguito tanti grandi personaggi, ma soprattutto tantissimi uomini semplici, hanno dato vita alle vicende del KUNG FU vero, imperniato di conoscenze mediche e non solo marziali, influenzato da concezioni filosofiche e fantastiche. Così passando per
BODHIDHARMA (TA MO), per i vari monasteri taoisti e buddisti, lasciandosi ispirare dal TAOISMO e dal BUDDHISMO, oltre alle innumerevoli illuminazioni di Maestri ed eremiti, il KUNG FU è diventato un’arte millenaria, una filosofia di vita, un metodo infallibile di combattimento e di prevenzione della salute.
Chi decide di intraprendere questo cammino dovrà imparare, tra le altre cose, il controllo e l’autodisciplina, il rispetto e l’umiltà. E’ una pratica che ci rende consapevoli del nostro corpo, delle nostre emozioni e dei nostri limiti, e che ci insegna a gestire tutto questo, a sacrificarci in silenzio, ad andare oltre.
Per i bambini che entrano in contatto con questa dimensione dell’arte marziale, il KUNG FU diviene una vera e propria scuola di vita, che li prepara ad affrontare con maggiore serenità e fiducia il mondo di fuori, le relazioni con i pari e con gli adulti e in attesa delle difficoltà della vita.
La linea da seguire nell'insegnare ai bambini è rappresentata da una curva sinuosa, a tratti dritta e decisa, a tratti piena di curve, con picchi e discese. Insegnare un'arte marziale come il KUNG FU tradizionale ai bambini necessita una linea di condotta ovviamente un po' diversa rispetto a quella seguita per gli adulti, ma senza "sottovalutarli". Il rigore, la disciplina, il rispetto sono insegnati allo stesso modo, l'arte è la stessa, quindi viene insegnata rispettando i canoni, ma...,e questo è un passo importante, cercando in ogni momento della lezione o dell'esercizio, di "catturarli": un gesto, un sorriso, un gioco nell'esercizio...,tutto a volte deve essere adattato e stravolto completamente.
Meraviglioso lavorare con i bambini!!!
Insegnando un'arte marziale complessa come il KUNG FU ai bambini, il mio primo e fondamentale scopo è quello di far sentire sulla loro pelle il profumo di un'arte millenaria che, dietro i movimenti visti fare da eroi virtuali o immaginari, li aiuta a tirare fuori lati del carattere nascosti, li aiuta a porsi verso se stessi e verso gli altri con maggiore fiducia.
Il KUNG FU aiuta indubbiamente a forgiare il fisico e a temprare lo spirito. Rapportato ai bambini, dal punto di vista fisico, l'arte marziale cinese serve a capire e sentire il proprio corpo, imparare il contatto con i propri compagni, aumentando la coordinazione e la coscienza del movimento.
Dal punto di vista interiore, il KUNG FU fa leva sull'autostima. Elevare il proprio spirito senza perdere mai d'occhio il rispetto primario e indispensabile verso gli altri. Non c'è competizione, non c'è confronto agonistico nella scuola tradizionale: si insegna al bambino e al praticante adulto ad usare il KUNG FU per migliorare se stesso: carattere e fisico, e il proprio vivere sociale.
L’
autostima cresce in maniera graduale e decisa insieme. E’ bello immaginare la scena del piccolo aspirante artista marziale che entra nella scuola di KUNG FU dove il suo futuro istruttore sta già insegnando: lo vede muoversi veloce, deciso, lo vede plasmare il proprio corpo secondo ritmi ben scanditi e diversi, a volte veloce e potente, a volte lento e flessuoso..."Non ci riuscirò mai", si dice esterrefatto. E invece, giorno dopo giorno, quella forma in movimento se la vede plasmare addosso, come una seconda pelle, attraverso esercizi duri e morbidi, e l'allenamento con i propri compagni. La sua autostima si attiva e cresce ma, ripeto, fino ad un limite importante, determinato sempre dal suo istruttore, e cioè quello di far crescere il proprio carattere con umiltà e rispetto verso se stesso e verso gli altri.
(L’istruttore: Nino Tirelli)