A proposito delle origini dei
Tarahumara, i nativi stessi raccontano di essersi insediati in queste valli in tempi molto remoti, e di aver tramandato ogni conoscenza mediante la tradizione orale da popolazioni più antiche. Nelle varie presupposizioni vi è una certezza tuttavia: parlano la lingua degli Aztechi. Qualunque siano le loro origini, risalta il fascino di questo popolo, supportato dall’antica leggenda che ancora oggi raccontano dagli anziani Tarahumara:
"In questa terra si sono schiuse molte forme di vita, diverse dalle attuali. Si sono succedute molte razze. Prima che apparissero gli uomini attuali, il pianeta era popolato da giganti, che perirono tutti per non aver saputo mantenere l'equilibrio del mondo. Essi sono gli antenati che, pietrificati, sono diventati le nostre montagne"
Gli Indios Tarahumara sono una tribu che scelse di vivere lontana dalla cultura occidentale. Vivono in forma primitiva e si alimentano principalmente di mais, fagioli e del loro bestiame. In Inverno vivono in caverne e in Estate traslocano in piccole capanne di legno.
Ottimi tessitori e producono capi di lana di disegno semplice però di eccellente qualità che assicurano il caldo durante l’inverno rigido del loro canyon.

Come la maggior parte delle tribù native del nord America essi hanno sofferto l'arrivo dei
conquistadores.
Secondo la leggenda degli abitanti ancestrali della Sierra, il mondo fu creato per Rayenari (Dio Sole) e Metzaka (Dea Luna). In suo onore, durante le feste e celebrazioni magico-religiose, i Rarámuri ballano, sacrificano animali e bevono "tesguino", una specie di birra ottenuta dal mais, per consolidare il senso di aggregazione comunitaria, ed a cui associano l'uso del peyote. La bevanda è considerata un dono del dio Onoruame, il 'dispensatore della vita' che a volte viene identificato con il sole. Secondo la mitologia degli indios il Dio insegnò la preparazione del tesguino ai Rarámuri affinché potessero rallegrarsi nelle loro feste religiose.
La dove la Sierra Madre Occidentale diventa scarpata e irregolare, vivono i Tarahumara o anche detti Rarámuri (piedi rapidi). La attività più importante tra loro è la coltivazione del mais , dei fagioli e alcuni allevano bestiame.

Oggi i, i Tarahumara costituiscono il gruppo indigeno più grande dello stato di Chihuahua. Data l’inaccessibilità delle montagne è difficile determinare in maniera precisa il numero che si valuta tra 50.000 e 75.000 persone.
I Tarahumara sono distribuiti nei gruppi di Guerrero, Bocoyna, Ocampo, Uruachi, Chinipas, Guazapares, Urique, Morelos, Batopilas, Guadalupe e Calvo, Balleza, Rosario, Nonoava, San Francisco de Borja e Carichi.
Le regioni montagnose si dividono in due grandi regioni chiamate Alta e Bassa Tarahumara.Alla prima corrisponde la parte dominata dalla Sierra Madre Occidentale, e alla seconda, la parte ovest della stessa Sierra, includendo la zona dei canyon nelle terre calde dello stato.
Gli uomini sono slanciati con forte muscolatura e sono conosciuti come abilissimi corridori su lunga distanza; vestono una bandana sul capo conosciuta come "kowera", huaraches e camicia larga. Le donne sono più piccole, con viso ovale, occhi neri a mandorla; indossano una gonna ampia e blusa larga; i capelli li coprono generalmente con uno sciale e portano una cintura aggiustata come "pukera". Il loro linguaggio è dolce e ricco di vocaboli che fanno riferimento ai loro costumi, con frasi amabili come : "Te saludo, como la paloma que gorjea y te deseo salud y felicidad a tí y a los que amas". (" Ti saluto come la colomba che gorgheggia e desidero salute e felicità per te e per chi ami"). Per i Raramuri ogni casa ha un cuore e in ogni una c’è una pentola dove cuociono mais e fagioli.
I Tarahumara vivono una profonda condivisione di vita all’interno del gruppo, tutti sono informati su tutto e ogni evento del singolo riguarda tutti; la proprietà privata non esiste, per cui spartiscono cibo e abitazioni.
Nominano un Governatore — un uomo che si distingue per il suo servizio agli altri e per la sua intelligenza — che elegge i "gobernadorcillos": sacerdoti, shamani e saggi. Questi vanno per i villaggi predicando l'orgoglio di essere Rarámuri, i costumi e la morale che si deve osservare; funzionano come giudici nei diverbi e hanno il compito di praticare le preghiere .
(G.I.)