Gruppo Indaco nasce dal mio percorso di vita.
Ringrazio i miei genitori per avermi messo in armonia con la Natura. Ringrazio tutti coloro che hanno lasciato una traccia sul mio cammino. Ringrazio tutte le esperienze fatte.
(Stefania Lodolo, 04-12-2003)
LA PREMESSA
Il 03 dicembre 2003, nelle prime ore del mattino, mio Padre ha proseguito il suo cammino, lasciando qui il suo corpo sorridente e disteso. Nel mio cuore una grande serenità e pienezza: niente era perduto; da lui sono nata e da lui ho imparato a vivere e a morire. Negli ultimi mesi della sua vita, abbiamo trascorso dei momenti molto intensi, durante i quali abbiamo potuto scambiare tutto ciò che avevamo nel cuore.
Il rapporto con i miei genitori è stato molto importante per me, l’ho vissuto con molta consapevolezza, apprezzandone i periodi di condivisione armoniosa, nel rispetto reciproco, nel dialogo di cuore, ma anche le sane burrasche, che sono state sempre momenti di crescita per tutti. Durante i miei studi quando mi trovai davanti ad un bivio, mio Padre mi disse: “Fai quello che senti, ma so che tu non ti devi inscatolare in una formazione, rimani aperta come sei, usa l’intuito, interagisci con il Creato, hai tanto da dare”. Dopo anni, la mia vita mi ha portato a viaggiare, conoscere e assimilare tradizioni di varie parti del Mondo, facendo tesoro di ogni esperienza della mia Vita (sono grata alle più dure per la crescita che mi hanno donato) fino ad aprirmi il mio vero cammino: aiutare le persone a trovare se stesse.
IL SOGNO
Quella mattina tutta la famiglia si è ritrovata intorno a lui e nostra Madre, in un atmosfera di serena tristezza. Sia io che le mie due sorelle, i nostri figli e mariti, abbiamo vissuto lì tre giorni, in attesa della sepoltura, rivedendo le foto, ricordando eventi e ridendo di aneddoti passati che ci hanno aperto il cuore: nostro Padre ci ha dato la forza di superare questo terribile momento.
Durante la prima notte, verso l’alba, ho ricevuto un Dono: un Sogno.

Mi trovavo sulla punta di una enorme piramide di un bianco azzurino, esposta a tutte le intemperie e al fluire del giorno, della notte, del caldo e del freddo, in un susseguirsi di immagini:
Vento fortissimo sferzava il mio volto, i capelli lunghi sciolti ondeggiavano, e io ridevo a pieno cuore inebriata da tutta quella energia;
Notte profonda mi avvolgeva di una infinità di preziose Stelle, cosi vicine che potevo quasi toccarle, lasciandomi nell’estasi;
Sole caldissimo apriva tutti i miei pori, lasciando scorrere rivoli di sudore e facendomi sentire la mia vicinanza al Fuoco;
Acqua torrenziale cadeva dal Cielo, scorrendo fresca tra i capelli, sul mio corpo donandomi una sensazione di totale libertà; e poi Grandine, Neve, Nuvole;
Sole di nuovo per scaldarmi, volo di Uccelli e io ero sempre lì, esposta al contatto con tutte le espressioni della Natura, eppure sempre in perfetto equilibrio, mi lasciavo coinvolgere con immensa Gioia di vivere;
Gratitudine infinita verso la Vita e tutte le sue intemperie, che ho imparato ad apprezzare come esperienze di crescita e conoscenza personale;
Gratitudine infinita verso mio Padre, che ha saputo comunicarmi questo suo vivere in simbiosi con la Vita e la Natura della quale faceva parte; che mi ha insegnato ad apprezzare il filo d’erba che spunta dall’asfalto; che mi ha trasmesso la capacità di rimanere in equilibrio, “sulla punta della Piramide” qualunque cosa accada.
Senso di solitudine: sulla punta della Piramide c’è spazio per una sola persona.
Girandomi vedevo, con grande sorpresa e gioia, accanto a me un’altra Piramide identica, sulla quale rideva, inebriata dagli eventi, un’altra persona, anch’essa con i capelli sciolti al vento. Pian piano comparivano altre Piramidi, a formare un semicerchio che andava ingrandendosi e su ogni una, stava in equilibrio una persona libera e felice.
Volgendo lo sguardo in basso, vidi la folla che gremiva la Terra alla base delle Piramidi.
Le persone si accalcavano nel tentativo senza speranza di salire lungo pareti.
Sopraggiungeva in me una profonda tristezza nel vederli ridotti cosi, nel buio, arrampicati gli uni sugli altri, senza dignità, senza rispetto per se e per gli altri.
Accecati dalla voglia di raggiungere quello stato di felicità, calpestavano i loro simili.
Come poter aiutare quella moltitudine a stare bene, come arrestare quello scempio?
In sogno decidevo di aiutarli, insegnando loro a gioire di ciò che avevano, dell’erba che calpestavano, della luce, dell’aria, dei loro simili. Rialzando lo sguardo verso l’orizzonte, vidi spuntare un infinità di piccole piramidi, su ognuna una persona, e lentamente crescevano fino a raggiungerci.
Il cuore sollevato e colmo di gioia, mi sono svegliata con la determinazione di mettere il mio percorso di vita a disposizione degli altri, riunendo un gruppo di persone disposte a fare altrettanto, con lo scopo di aiutare gli altri a trovare lo Spirito libero che è in ognuno di noi; quella conoscenza di noi stessi che ci permette di essere in armonia.
Cosi è nato Gruppo Indaco.
(Stefania Lodolo)