la cerimonia della “DANZA DELLO SCIALLE NERO”
L’autunno è un momento speciale per il cambiamento delle stagioni … appena prima dell’inverno. I Nativi Americani chiamano l’inverno la “Capanna Nera”, o “Tempo del Sogno”: durante l’inverno la vita delle piante si ferma, c’è una pausa … una introspezione, un tempo per sognare, per prepararsi a una nuova fioritura. Dopo l’inverno miracolosamente una nuova vita riprende con la primavera.
L’autunno, stagione della “caduta” e del “lasciare andare”, è il periodo per una particolare cerimonia delle donne. Durante la sua vita una donna può soffrire per profonde e invisibili ferite, ognuna con un motivo diverso. A volte la causa del dolore è semplice da rintracciare, ma il portarla a conoscenza spesso non è sufficiente a cancellare i profondi e invisibili colpi. Nelle popolazioni Nativo Americane la “Danza dello Scialle Nero” assiste la donna nel difficile cammino dell’elaborazione. Allora la s’invita a procurarsi uno scialle nero e indossarlo sulle spalle o coprendo anche la testa oppure ancora avvolgervi il proprio bimbo dentro: esso simboleggia la vita di una donna come donna, moglie e madre. Quando il dolore arriva nella vita, non è sempre possibile per lei prendere del tempo a non fare niente e viversi in pace tristezza e sentimenti anche contrastanti che affiorano di volta in volta. Il “Clan delle Donne” della sua comunità, le suggerisce di ritornare a casa, procurarsi e indossare lo “Scialle Nero” come segno visibile che ricorda che è in un processo di elaborazione del dolore. Lo scialle provvede a tenerla calda soprattutto quando riaffiora che qualcosa nella sua vita ancora non è risolto.
Il tipo di situazioni che richiedono lo scialle nero, sono situazioni di perdita, che assumono sfumature e connotazioni diverse nella vita di ognuno: la perdita di un figlio o del compagno di vita, la morte di un amato o di un fratello, la chiusura di una relazione d’amore, di lavoro ecc. La perdita della libertà personale, la perdita della propria verginità, anche quando si sente che la propria anima, il proprio corpo, la propria mente, il proprio cuore..sono stati violati. Le ragioni personali per indossare lo scialle possono essere tantissime, ma tutte ruotano intorno ad un unico tema che è “La Perdita”. A volte un tipo di ferite che portiamo dentro non sono fatte per esporci né in pubblico, né a una confidenza stretta con un amico intimo. Spesso queste ferite sono segreti che abbiamo bisogno di sussurrare a una persona diversa, esperta, che abbia gli strumenti giusti per accoglierci, a porte chiuse in un incontro confidenziale, o mantenerle in uno spazio privato sacro di sofferenza.
Dopo che una donna si è presa il suo spazio, il suo tempo, si è confidata ed è stata accolta dalle diverse donne della comunità, sono passati mesi o anche anni. In un modo tradizionale allora, nell’autunno si danza il “cadere” e il “lasciare andare” con lo Scialle Nero. Il dolore smette di essere una nube informe e indifferenziata nel proprio intimo e diventa una danza condivisa per l’elaborazione del lutto, della perdita, della separazione: il dolore prende forma come “Danza dello Scialle Nero”. Dopo che ci si è dati “il diritto” di soffrire, ci si dà “il diritto” di danzarlo.
Nella comunità nativo americana la donna ha una importanza fondamentale, è colei che dà la vita e colei che ha il potere e l’ultima parola per toglierla, da lei nasce tutto. Se le donne stanno male tutta la comunità sta male, così ci si adopera per creare gli strumenti che possano accoglierla e farla rifiorire in nuova luce: dare vita alla donna che dà la vita, è dare vita alla comunità in cui cresce e matura la vita.
Tradizionalmente un “Medicine Man” guida la cerimonia di questa danza. Egli danza in un modo specifico, ma non è un ballerino professionista, aiuta a dare forma ai movimenti perché possano passare dal cadere dell’autunno, attraverso il letargo dell’inverno tempo dello scialle nero, verso la nuova fioritura della primavera, dove la donna è pronta a ritornare di nuovo pienamente alla vita.