NATO INDACO

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Un’intervista a STEFANIA LODOLO, Fondatrice dell’Associazione Gruppo Indaco, sui bambini moderni e le loro problematiche.

Nella cultura occidentale è predominante l’opinione che i bambini siano tabula rasa, una tavoletta di cera sulla quale incidere regole e verità, modalità di comportamento e forme di pensiero...
“E’ vero, si tende a vedere il bambino come un contenitore da riempire; un essere da educare, da formare. Gli si vuole addirittura insegnare a giocare. Gli spazi liberi, dove possa esprimere se stesso e rivelarci il suo meraviglioso mondo interiore, sono ridotti ad attimi e troppo spesso a pochi metri quadrati. Stiracchiato com’è tra scuola, corsi di propedeutica a questo o a quello, attività sportive, non c’è né tempo, né qualcuno che lo ascolti con interesse, desideroso di condividere con lui impressioni e fantasie: qualcuno che prima di considerarlo bambino da educare, lo veda come essere umano da ascoltare.
Questo discorso è vero per tutti i bambini ma diviene ancora più importante se si parla di bambini che nascono con delle particolari caratteristiche: i cosiddetti “bambini indaco” appunto, o i bambini dislessici, gli iperattivi…tante definizioni per un fenomeno che coinvolge il mondo intero. Una cosa è certa, non tutti i ragazzi indaco sono ragazzi difficili – non tutti i ragazzi difficili sono ragazzi indaco.”
 
Che significa indaco?

“L’indaco è un colore che, nell’arcobaleno, si trova ai margini, oltre il blu ed oltre il rosso; ma è anche quel colore azzurro-violetto delle scintille elettriche, dei fulmini. E’ il colore che, per tante civiltà antiche, è legato alla guarigione.
Le regole aride noncuranti della natura umana, la superficialità con la quale ci relazioniamo gli uni con gli altri, il materialismo, la mancanza di sensibilità, la competitività che ci mette gli uni contro gli altri, anche nei più innocui giochi tra bimbi, provoca in questi ultimi un’ insofferenza che si manifesta in vari modi. Il più delle volte si “risolve” la questione portandoli in cura da uno psicologo perché in stato di depressione, o perché iperattivi. Bambini che vengono sottoposti a test, elettroencefalogramma, risonanza magnetica, tac, e quel che è peggio a somministrazioni di RIDALIN, NOPRON, calmanti a base di erbe…Non si comprende come questi bambini stiano solo manifestando un loro disagio: il sistema familiare, sociale, esercita una pressione sulla loro natura. Sono desiderosi di tempi adatti a loro, di gioia di vivere e possibilità di esprimerla, senza urtare i nervi ipertesi di adulti stressati. In realtà, invece di tentare di sedarli, dobbiamo imparare ad ascoltarli sapendoci mettere in gioco. A scuola inoltre il sistema d’ insegnamento attuale provoca in loro una sorta di incompatibilità, espressa sotto forma di distrazione, apatia, forte vivacità, difficoltà ad imparare a memoria, difficoltà nella lettura, nella calligrafia, nell’ ortografia…
In compenso, hanno una forte creatività, un intuito fuori dal comune, una grande sensibilità, rigore morale, vocazione a collaborare e a condividere, padronanza del proprio fisico, ma soprattutto un grande amore per tutte le espressioni di vita che li circondano.

La mia esperienza mi ha convinto che questi bambini credono in un mondo fondato sulla collaborazione piuttosto che sulla competitività; sul mutuo soccorso, piuttosto che sulla sopraffazione; sull’affermazione dello spirito umano, piuttosto che sul dubbio del proprio valore. Gruppo Indaco, invece di focalizzarsi sulle loro lacune, nasce per individuare le loro potenzialità ed esaltarle: lasciandole esprimere, le rendiamo fonte di quella sicurezza e forza interiore che donano la serenità necessaria per risolvere le difficoltà. Oggi la nostra associazione è formata da tanti soci ed istruttori motivati e preparati ad accogliere le problematiche sollevate da questi ragazzi.”

Info:

Tel/Fax: 0039.06.96198065
Cell +39.334.80.31.322        
e-mail : info@gruppoindaco.it

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